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TEATRO MODERNO
Programmazione

Si apra il sipario!

LA SCELTA DI RIAPRIRE

L'avventura è terminata. Il Teatro Moderno è finalmente reso ai legittimi proprietari: artisti e spettatori. In pochi fino a qualche anno fa avrebbero scommesso sulla riapertura che oggi si celebra. Neanch'io lo avrei fatto. Non per mancanza di fiducia o di volontà, ma semplicemente per la constatazione dello stato in cui versano tutti i luoghi che ospitano l'arte e la cultura nel nostro territorio e più in generale in Italia. Invece succede che a Fusignano nel giro di pochi anni riaprono due luoghi importanti: prima un auditorium dedicato all'illustrissimo Corelli, ora il Cinema-Teatro più amato. Un luogo amato, e questo è evidente, perché sentito da molti come proprio, familiare a merito delle persone che lo resero un'occasione di incontro per i ragazzi e per le famiglie.

Credo che proprio questa constatazione, l'amore della gente per questo luogo, abbia spinto don Pino a decidere senza indugi che questa ristrutturazione doveva essere fatta. Ancor prima di pensare a cosa si sarebbe potuto fare nel Teatro, don Pino aveva deciso che questo spazio doveva essere riportato in vita.

Personalmente ho espresso più volte a don Pino le mie perplessità: serve un progetto culturale, dicevo. Certo era vero ed è vero a maggior ragione oggi: servono idee, risorse e soprattutto persone per far vivere un luogo di arte e cultura. Ma ancor di più serve entusiasmo e coraggio, quello che non è mancato a don Pino. Certo senza l'eredità Montanari nulla sarebbe stato possibile, è vero, ma forse altri avrebbero fatto scelte diverse, avrebbero destinato in altre direzioni le risorse che inaspettatamente sono arrivate in Parrocchia. Onore quindi al coraggio del nostro committente.

LA RISTRUTTURAZIONE

Una prima osservazione sui lavori di ristrutturazione: non hanno riguardato il Ricreatorio. Molti si aspettavano forse di vedere rinnovati anche questi spazi, dove in realtà sono stati solo rifatti i bagni. In questo caso le scelte su come poter utilizzare l'ex Ricreatorio non erano ancora mature e per questo si è deciso di aspettare.

Più in generale, per quanto riguarda i lavori fatti, bisogna innanzitutto ricordare che il Teatro fu chiuso perché non più conforme alla normativa in materia di prevenzione incendi, normativa in continua evoluzione che portò alla necessità di una serie di interventi DI "miglioramento". Di fronte ad alcune circostanziate richieste da parte del comando Provinciale dei Vigili del fuoco il parroco di allora giudicò la spesa non sostenibile e per questo l'agibilità del Teatro decadde. Era il 1994. Sul momento in pochi capirono veramente cosa fosse successo e che cosa avrebbe comportato quella scelta. Dopo la revoca dell'agibilità, per riaprire il Teatro non sarebbe più bastato migliorarne la sicurezza, ma era diventato necessario "adeguarlo" alle nuove leggi, il che avrebbe comportato moltissimi interventi, tra cui: una totale separazione dal Ricreatorio, la sostituzione di tutti i materiali infiammabili, sedie comprese, il totale rifacimento degli impianti, la messa in sicurezza dei parapetti e di altri elementi strutturali, l'eliminazione delle barriere architettoniche, così da rendere la sala accessibile anche a persone con ridotte capacità motorie e la realizzazione di nuovi servizi igienici accessibili. A questi si dovevano aggiungere altri interventi di dettaglio, relativi ad esempio all'adeguamento della rete fognaria e alla sostituzione degli infissi. Non aver provveduto a piccoli interventi correttivi nel 1994 ha quindi comportato la necessità del lavoro che è stato realizzato nell'ultimo anno.

Pur avendo ricevuto direttamente l'incarico di occuparmi del progetto e dei lavori del Teatro ho ritenuto fin da subito necessaria la creazione di un gruppo di progettazione che fosse all'altezza delle aspettative di tutti: doveva quindi necessariamente essere di altissima qualità. E così l'Arch. Manuela Marani ha definito il progetto architettonico, il P.I. Marco Samorini il progetto degli impianti elettrici, il P.I. Paolo Ghini quello degli impianti termici; l'arch. Giuseppe Chiesa si è occupato della sicurezza di cantiere, l'ing. Alberto Valenti del collaudo statico, l'ing. Alfio Francesconi della prevenzione incendi e io del progetto strutturale, del progetto acustico e più in generale della gestione e del coordinamento tra i professionisti e le imprese. Tutti avevano avuto come input quello di realizzare uno spazio bello, funzionale, teconologicamente all'avanguardia, adeguato alle esigenze e alle "intemperanze" dei ragazzi, ma con un contenimento massimo dei costi, con la convinzione che la forza di un progetto stia nell'idea attorno alla quale esso si sviluppa, non già nella scelta di finiture, materiali o arredi più o meno costosi. Questa convinzione è risultata a maggior ragione importante per il progetto di ristrutturazione del Teatro Moderno. Il fatto che la Parrocchia avesse una buona disponibilità economica non ci ha distolto dalla necessità utilizzare tali risorse solo per lo stretto indispensabile. Per questo motivo tutti gli interventi sono stati progettati all'insegna del miglior rapporto qualità-prezzo.

OTTIMIZZAZIONE E IMPIANTISTICA

Volendo scendere nel dettaglio, le note relative al progetto architettonico sono meglio descritte dall'articolo redatto dall'arch. Marani al quale vi rimando. Ma gli interventi edili hanno occupato solo una piccola parte delle risorse impiegate. Si è, infatti, cercato di concentrare gli sforzi progettuali ed esecutivi in due ambiti: la dotazione impiantistica e l'ottimizzazione delle prestazioni energetiche. Per quanto riguarda gli impianti si è pensato a dotare la sala di tutte le funzionalità possibili per le diverse destinazioni di sala teatrale, sala conferenze, sala di proiezione cinematografica: gli impianti elettrici, di illuminazione e audio-video sono cablati in modo da permettere un'estrema flessibilità di utilizzo della sala e un facile controllo da diverse postazioni sia all'interno della sala stessa, sia all'esterno. In particolare l'impianto luci teatrali e audio-video è predisposto per i futuri sviluppi tecnologici che consentono già oggi un completo controllo digitale, anche remoto. Questa scelta è nata da una semplice osservazione: le sale esistenti vengono giudicate dagli operatori del settore più o meno adatte ad accogliere gli spettacoli non tanto in funzione delle caratteristiche architettoniche presenti, quanto piuttosto in funzione della qualità e della flessibilità della dotazione impiantistica. Il Teatro Moderno stesso, infatti, è stato ristrutturato principalmente a causa dell'inadeguatezza degli impianti, non già del fabbricato, a merito del lavoro dell'Arch. Arturo Locatelli. Per quanto riguarda gli aspetti energetici si è cercato di ottimizzare gli isolamenti e di realizzare impianti efficienti che minimizzino i consumi. Sempre in questa direzione si è scelto di poter ridurre all'occorrenza il volume della sala: quando per uno spettacolo o una conferenza si prevedrà un afflusso ridotto di persone sarà possibile cioè utilizzare solo la parte davanti della sala. Così pure le proiezioni cinematografiche potranno essere fatte sia a sala intera, sia a sala ridotta. Questa scelta permetterà un risparmio nei costi di gestione, valutati in termini di riscaldamento, luci e pulizie.

ORGANIZZAZIONE DEI LAVORI

Per poter limitare il più possibile i costi dell'intervento sono state fatte anche importanti scelte nell'organizzazione del cantiere. Invece di appaltare tutti i lavori ad un'impresa generale di costruzioni, la quale avrebbe poi provveduto a subappaltare buona parte di ciò che non poteva realizzare direttamente, si è deciso di frazionare i lavori in tanti piccoli appalti, ciascuno assegnato alla ditta che esegue direttamente l'opera o di acquistare direttamente alcuni materiali. Questa scelta ha ovviamente appesantito molto i compiti di gestione e di direzione lavori: la mancanza di un'unica impresa ha imposto, infatti, un'opera di coordinamento tra tutte le maestranze e di continuo controllo, gestione della comunicazione e supervisione che è stato svolto quotidianamente con appassionato impegno. Questa scelta ha così consentito di risparmiare circa il 30-35 % di quello che si sarebbe speso con un unico appalto generale. In questo contesto il ruolo delle Imprese è stato fondamentale: la scelta di appaltare i lavori per quanto possibile a Ditte locali ha posto le basi per un maggiore coinvolgimento, perché tutti si sentissero partecipi del progetto. Questo in alcuni casi ha evidenziato grandi doti umane, prima ancora che professionali.

Ora l'unica resta la scommessa più importante: che si costituiscano gruppi di persone competenti, appassionate e soprattutto capaci di lavorare in squadra. Gli ambiti nei quali il Teatro potrà essere attivo sono, infatti, molti: attività teatrali per bambini, ragazzi e per adulti, proiezioni cinematografiche, cicli di conferenze a tema, attività musicali. Le possibilità non mancano e l'entusiasmo è la prima condizione perché nascano nuove idee...

Ecco, i lavori sono terminati, si apra il sipario.

Ing. Alessandro Placci

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