Questo sito non utilizza cookie persistenti e raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito o cliccando sui link al suo interno accetti il servizio e gli stessi cookie. Per saperne di più leggi la Privacy policy.

Da quando è rimasto vedovo, Tommaso cresce da solo quattro figlie: la perfezionista Vittoria, la contestatrice Sara, la nuotatrice sincronizzata Matilde e l'arciera Elena. Di per sé è un uomo tranquillo, anzi "noioso e monoblocco", che non parla d'altro che delle finestre, maniglie, infissi e doppi vetri che produce con la sua piccola azienda, coadiuvato dall'unico dipendente Italo, un sessuomane che lo spinge a "cercare una donna" sul web. Anche le figlie invitano il padre a trovare una nuova compagna che lo tolga dall'isolamento in cui si è confinato seguendo il motto della sua azienda - "il mondo è molesto, chiudetelo fuori".
E sono proprio loro a spedirlo ad una festa della sua banca dove incontra la dirigente Lara: è un colpo di fulmine, ma Tommaso non rivela a Lara l'esistenza delle proprie figlie, temendo di spaventarla. Ciò che non sa è che, per lo stesso motivo, Lara non ha rivelato a Tommaso l'esistenza dei suoi tre figli.
Un bel giorno è la quarta regia di Fabio De Luigi, che cofirma anche la sceneggiatura insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda: il che stupisce, perché questi ultimi sono di solito molto abili nel tratteggiare commedie coerenti e sufficientemente realiste. Invece qui dominano la macchietta e una certa illogicità nei passaggi narrativi.
Fabio De Luigi e Virginia Raffaele sono due comici esperti e una coppia piuttosto rodata, avendo già lavorato insieme nella precedente regia di De Luigi Tre di troppo. Ma i loro tempi non bastano a creare una commedia per famiglie davvero convincente e accattivante, e neanche la presenza di Antonio Gerardi (sempre divertente) nei panni di Italo e la consueta sodale di De Luigi Beatrice Schiros (ahimé qui molto sopra le righe) in quelli della madre di Lara riescono a far lievitare l'insieme.
Si difendono meglio i giovanissimi esordienti, con cui De Luigi ha evidentemente mano felice: Maria Gifuni, Alma Teresa Giardina, Anita Marzi e Arianna Gregori nei ruoli delle figlie di Tommaso; Leon Castagno, Andrea Silvestrini e Nicola Mayer in quelli dei figli di Lara. In particolare colpisce l'interpretazione di Castagno nei panni di Andrea, il figlio di Lara con una sensibilità particolare.
Ma in generale è un peccato, perché il messaggio del film era interessante e pregno di possibilità tanto comiche quanto drammaturgiche - quel "renditi disponibile alla vita" che riguarda sia Tommaso che Lara, talmente intenti a dedicare la vita alle rispettive progenie e a metabolizzare l'uno il lutto per la perdita della moglie, l'altra la delusione per la fuga dell'ex marito dalle responsabilità famigliari con tanto di avventura con una surfista.