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Nel XVII secolo, l'opera oratoria del frate Leopoldo da Casamacchia richiama grandi folle di fedeli, i quali sono infatuati dalla sua nuova visione del rapporto tra Dio e uomo. Leopoldo costituisce quindi un nuovo ordine religioso, portando la Curia romana ad interessarsi del fenomeno in modo critico e riscontrando delle anomalie rispetto alla dottrina cattolica. Il Pontefice demanda la questione al rinomato e stimato inquisitore e cardinale Vincenzo Maculani. Frate Leopoldo si trova quindi accusato dalla Curia in un processo inquisitorio, in cui riesce attraverso le sue capacità oratorie ad incrinare le certezze dottrinali degli stessi giudici.